È un pomeriggio come tanti al Red Rifle Club.
Alfred e Archibald scivolano senza far rumore fra le poltrone di velluto e i tavoli in legno di noce servendo drink e soddisfacendo le innumerevoli richieste degli oziosi membri del club. Al loro passaggio la densa cortina di fumo di pipa, sigaro e sigaretta si avvolge in ampie volute, riassestandosi poco alla volta, fino a che un altro vassoio viene portato infrangendo nuovamente la tranquillità della nuvola.
Gli splendidi fucili, simbolo del nome e del prestigio del club, sono appesi in bella vista in ogni parete del locale. Il loro metallo brunito, meticolosamente lucidato ogni mattino dal personale del Club, riflette fieramente la luce della lampade elettriche recentemente installate. Due di essi, disposti a croce, svettano al di sopra di un grande camino scoppiettante, vegliando silenziosamente sulla conversazione dei facoltosi signori adagiati sulle poltrone che circondano il focolare. Mi correggo: signori e signore. Questo prestigioso Club è infatti l’unico del Regno, se non addirittura dell’Impero, a poter vantare una presenza femminile nel suo organico; fatto che ne dimostra il suo dinamismo e avanguardia. La giovane donna dal volto diafano e dall’aria altera che sorseggia un raro the nero proveniente dallo Sri Lanka si chiama Ophelia Bedingfield. Di fianco le siede Jonathan Redstone, proprietario della Redstone Aircraft, azienda produttrice di motori e parti di ricambio per aerei, arricchitasi enormemente durante la Guerra.

Il grande salone di villa Redstone è gremito di persone. La moglie di Jonathan, come al solito, ha organizzato le cose in grande. Mentre un quartetto d’archi intona soave musica da camera, innumerevoli camerieri scivolano fra i membri più in vista della società di Londra consegnando calici colmi di champagne e prelibate tartine. Le immense vetrate riparano gli ospiti dalla pioggia incessante che affligge la città da qualche giorno, facendo godere ancor più del calore sviluppato dai grandi caminetti e coprendo, in parte, il composto brusio delle conversazioni degli ospiti.
È stata una notte difficile per William, tormentato dal senso di colpa per quello che è successo. Lungo il corridoio che conduce alla stanza di Karl, ripensa all’accaduto, cercando di riordinare le idee.